Mi manca il mio appartamento, mi manca terribilmente. Mi manca la mia stanza, il non avere orari prestabiliti da altri, il poter uscire di casa protetta dall’anonimato che garantisce ogni grande città, mi mancano le strade piene di gente, il centro invaso dai tedeschi con i calzini bianchi e le orde di turisti cinesi che fotografano i tombini, mi manca il bar dove prendo il caffè tutte le mattine e le vetrine dei negozi di scarpe. Mi manca il mobile vecchio che c’è in corridoio, che a parte prendere polvere non ha nessun’altra funzione, mi mancano i due piani di scale da fare di corsa, mi mancano pure le piastrelle della cucina, di quel colore orribile - è così brutto che credo che la Convenzione di Ginevra l’abbia posto fuori legge. Però mi manca.
O forse è solo che non sopporto più questo posto. È casa mia e, per carità, sono sicura che c’è di peggio. Ma io non lo sopporto veramente più. Mi sembra di essere circondata da una nuvola gassosa di ignoranza e ho paura che respirare questa aria malsana potrebbe ledere le mie capacità intellettive.
Non voglio fare la snob, anzi sì, però a volte mi sento triste a guardare questa gente il cui unico pensiero razionale sia incentrato su come fare più soldi possibile e che in vita sua non ha mai aperto un libro. Ovviamente la gente ignorante c’è anche nella città in cui studio, ma almeno lì so che oltre ai discorsi di osteria razzisti e ipocriti posso ascoltare anche qualcosa di meglio. Qui no. Qui è tutto così. In edicola vendono più copie de La Padania piuttosto che di Repubblica. Le persone sono convinte che tutti gli immigrati siano brutti e cattivi (a meno che non lavorino in nero per le loro aziende). Le donne non lavorano, il loro compito è trovare un uomo ricco, sposarlo e dargli dei figli. La cultura è una cosa decisamente inutile, pagano l’università dei figli solo perché possono permettersela, ma è sicuramente meglio risparmiare i soldi dei libri e usarli per comprarsi una bella macchina. E poi tutti gli intellettuali sono comunisti.
Sto pensando di fare le valige e reinventarmi una vita come artista di strada – almeno fino a settembre, quando riavrò finalmente le chiavi del mio appartamento.
Ok, forse sono stata un po’ tragica, magari qualche sprazzo di vita intellettuale ogni tanto si accende, ma mi sento sempre fuori posto nella società rurale di queste zone.
Oggi la giornata è cominciata male, malissimo, dato che dopo giorni di dieta perfetta e tanta attività fisica avevo deciso di pesarmi e potermi così congratulare con me stessa, ma ovviamente la mia bilancia si è rotta – quindi niente congratulazioni per me.
Sto pensando di fare le valige e reinventarmi una vita come artista di strada – almeno fino a settembre, quando riavrò finalmente le chiavi del mio appartamento.
Ok, forse sono stata un po’ tragica, magari qualche sprazzo di vita intellettuale ogni tanto si accende, ma mi sento sempre fuori posto nella società rurale di queste zone.
Oggi la giornata è cominciata male, malissimo, dato che dopo giorni di dieta perfetta e tanta attività fisica avevo deciso di pesarmi e potermi così congratulare con me stessa, ma ovviamente la mia bilancia si è rotta – quindi niente congratulazioni per me.
sarai anche snob mia cara, ma allora io lo sono più di te. Non è per consolarti o perchè DEVO dirlo, ma la penso come te. Non credo ci sia nulla di sbagliato in quello che dici: è bello avere la propria autonomia ed essere liberi di essere se stessi anzichè essere ancorati ad una realtà piccola e bigotta (credimi ti posso capire) che si sente padrona del mondo. é limitativo avere come massima aspirazione quella di "accasarsi" ed è un insulto all'intelligenza ritenere che il mondo corrisponda al proprio paesino e che valga la pena muoversi solo una volta l'anno, in estate! Tu sei un'anima libera...è normale essere soffocate da tutto ciò..ma pensa che almeno tu devi aspettare fino a settembre, mentre a me tutto ciò toccherà solo dopo la laurea (almeno spero!). Sei fortunata, davvero! un bacio tesoro
RispondiEliminaCazzo.. la pensiamo uguale, anch'io ho paura di tutto ciò, di stare qui e di diventare peggio di quella che sono, più ignorante, e più stupida.
RispondiEliminaMa credimi, se non lo vuoi, non succederà <3
Ti stringo
L'ironia della vita è proprio non-sense, capita sempre di stare in un posto e magari odiarlo, ma poi cambiare e rimpiangerlo. Il tipico "non ci si accorge di quello che si ha finchè non lo si perde", insomma, ahah. Ma...tu non hai perso niente, a Settembre tornerai lì. La buona notizia è che non manca poi tanto, cerca di resistere! Quanto alla gentaglia che ti ritrovi intorno...dio, io forse farei una strage. Ma anche no. L'unico consiglio che posso darti è intanto di pensare che tu sei figa e ventimila volte superiore a quelli, quindi di sentirti dio ed essere snob (a meno che tu odi la solitudine, ma sono sicura che sia anche tuo il motto "meglio soli che male accompagnati")...insomma, di perderti in te stessa, nella parte migliore di te. A parte questo, prima di impazzire, trovati qualcosa da fare. Non so, piuttosto esci e vaga a caso tutto il giorno, vai a correre (come mi pare facessi già), in palestra o dove vuoi, o anche semplicemente chiuditi in camera a leggere un libro al giorno o a guardarti una nuova serie al computer, insomma, trova modo di sopravvivere isolandoti in un bel mondo. Oppure vestiti scollata, vai in un pub, bevi e rimorchia un bel comunistello, così passerai il resto del mese a divertirti e smaltire moolte calorie ghgh. Ma non farti abbattere da questa situazione, mai! Cerca di farne la tua forza invece, trovando un qualsiasi modo: alla fine sarai anche fiera di essere sopravvissuta a una cosa del genere. E quanto alla bilancia, intanto non ti serve in realtà, ma soprattutto(un pò contraddittorio, ok)...quando ne avrai una nuova e ti peserai, tra altri giorni, verrai premiata ancora di più. Forza baby. Un abbraccio. p.s: anche se è un casino arrivare alla testa, con quella bella che ti ritrovi, ce la farai!
RispondiEliminaPurtroppo l'ignoranza dilaga anche laddove rischia di produrre danni irreparabili.. e no, non trovo ci sia nulla di male a credere nella crescita culturale e lasciarsi indietro quattro ebeti che è già tanto riescano a vedere aldilà del loro naso. Io ho rinunciato a spiegarmi ai greggi di pecoroni: andate dove vi pare, io farò altrettanto (preferibilmente dalla parte esposta).
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