Oggi è sabato e io sono un fallimento. Il sabato mattina si porta sempre con sé questo senso di smarrimento nelle coltri del mio cervello malato che non so mai dipanare.
Ieri sera sono uscita con il mio Militare. È un bel ragazzo, è simpatico. Un gentiluomo. Ha anche lasciato che gli pagassi da bere io una volta, dopo averlo stordito con tutte le mie chiacchiere da femminista nevrotica. E bacia che è una favola.
Ma io sono un fallimento, su tutta la linea, quindi perché avrei dovuto essere felice di stare in quelle braccia ipermuscolose con la faccia appiccicata ai suoi pettorali di marmo?
Non è giusto che mentre me ne sto lì con la versione rosa e ben vestita di Hulk io pensi a tutt’altro. Cioè, all’Altro. Al disperato mezzo alcolizzato che io dovrei evitare di frequentare per il mio benessere psicofisico, ma che proprio, no, non ce la faccio. È lì. E non se ne va.
Penso che stasera mi ubriacherò. Poi chiamerò il Militare e mi consolerò con lui per il fatto che avrò passato tutta sera a cercare di ignorare il Disperato. E avrò fallito, anche in quello.
Sono un caso clinico.

siamo in due allora a condividere sia la diagnosi di caso clinico che la capacità di controllo sui pensieri di un'ameba...
RispondiEliminacapisco perfettamente l'orrenda sensazione.
un abbraccio
"al cuor non si comanda"
RispondiEliminachi l'aveva detto? un idiota sicuramente, ma per una volta c'ha azzeccato
I nostri sentimenti sono una cosa difficile da gestire e da comprendere.
RispondiEliminaQuello che sentiamo dentro va ben oltre la logica, ed è meglio, molto meglio così. Anche se la nostra sensibilità ci fa soffrire di più, meglio essere casi clinici che seguire tutto nelle righe.
Grazie del tuo commento, carissima.
Ti auguro un bel sabato sera, fai quello che senti ti fa stare meglio.
Un abbraccio forte
Sophie
Cara,fidati...non puoi ignorare una persona...soppratutto una persona del genere,una che ti è sempre nella mente,non riuscirai mai a scacciarla via...!un bacio:*
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