È strano uscire con qualcuno che conosci da più o meno tutta la vita e renderti conto che lei non sa niente di te.
Lei. È la mia migliore amica da più o meno tutta la vita. Le sono stata accanto ogni volta che ne ha avuto bisogno.
Lei piangeva, io consolavo. La regola d’oro.
Non credo le sia mai venuto in mente che anche io potessi soffrire per qualcosa, ogni tanto.
Forse è solo perché io non sono molto brava a esternare emozioni, ma non è possibile che la mia migliore amica, quella che dovrebbe sapere tutto di me, non si sia mai nemmeno accorta che io soffro di disturbi alimentari.
L’idea non le è mai passata per l’anticamera del cervello. È sempre convinta che io abbia un metabolismo grandioso. L’ultima volta che mi ha visto mangiare qualcosa in pubblico, un pasto vero intendo, credo sia stata durante la gita di quinta elementare. Non si è mai chiesta perché quando usciamo a cena io ho sempre già mangiato prima, non si è mai chiesta perché alle grigliate che organizziamo ogni tanto io mangio solo l’insalata.
Io sono quella che consola, non posso stare male, non ne ho il diritto. È la regola d’oro.
Non la sto incolpando. Però, a mia discolpa, posso dire che io ogni tanto ci ho provato. A parlarle, a spiegarle come andavano le cose. Ma ogni volta lei aveva qualche suo problema da risolvere. Ha litigato con sua mamma, il ragazzo l’ha lasciata, al lavoro non va bene. Non fa niente se intanto io muoio di fame.
E adesso che invece va tutto bene, che ha una bellissima storia d’amore e che il centro del suo universo è il suo ragazzo e che nemmeno si presenta più ai compleanni e che la sua vita è perfetta, perché mai un mio piccolo problema dovrebbe rovinarle l’idillio?
A volte vorrei farlo. Vorrei urlarle tutto in faccia. Di quanto male riesco a farmi, di quanto sia difficile a volte fingere un sorriso, di come mi senta stanca di tutto questo. Vorrei raccontarle, per filo e per segno, di tutte le mie mutilazioni, vorrei spiegarle come sono io davvero, digiuna e schizzata. Vorrei dirglielo, semplice e diretto, IO STO MALE.
Forse un giorno lo farò davvero.
Ma non credo che lei mi starà ascoltando.

Quanto ti capisco! Sembra che se non passi la vita a lamentarti tu non abbia problemi! Io passo la vita a consolare le mie amiche (non che mi pesi) eppure loro non sanno nulla di me. Non sanno della bipolare di mio padre, non sanno dei miei problemi con il peso,non sanno nulla a parte le cose superficiali. Mi chiedo spesso perchè le persone abbiano bisogno di sentirsele irlate in faccia le cose per capire,mentre a me basta un gesto,un'espressione per capire se qualcosa non va. O forse lo ignorano di proposito. Fatto sta che preferisco tenermi tutto dentro anzichè lamentarmi inutilmente.Non mi piace elemosinare attenzioni.
RispondiEliminaTi seguo.
RispondiEliminaTesoro mio, come ti capisco...
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