Quando ero piccola soffrivo di una specie di bulimia
letteraria. Leggevo libri in continuazione, tutti i giorni, a ogni ora del
giorno, in ogni momento libero. Passavo un sacco di tempo con il naso ficcato
nelle pagine di libri, riviste, giornalini, anche l’enciclopedia se non c’era
nient’altro. Non ero una bambina particolarmente difficile, giocavo anche con
le Barbie (giusto per rispettare il bombardamento di pessimi stereotipi che ci
infliggono fin dall’infanzia) o con le lego o con la sabbia. Però gli altri
bambini dopo un po’ mi annoiavano. Dopo un po’ non bastavano più. E allora
aprivo un libro e leggevo. Le maestre mi osannavano, qualche bambino mi
prendeva in giro, e io continuavo ad abbuffarmi di storie.
Ricordo che una volta un mio compagno di classe mi chiamò
aliena perché avevo letto un libro in
un paio di ore (era una storiella di 50-60 pagine, non di più). Ero un’aliena,
un essere di un altro mondo. E meglio così, perché non era quello il mondo in
cui volevo stare.
(Per la cronaca, il suddetto compagno di classe a
quindici anni aveva ancora problemi con la tabellina del cinque e ora è
disoccupato, si fa mantenere dalla mamma e temo che ogni tanto spacci droga.)
Gli altri mi annoiano, mi hanno sempre annoiato. Non posso
farci niente.
Ho ricordi piuttosto vividi di pomeriggi della mia
adolescenza chiusa in casa, piuttosto che fuori con le amiche, quando ormai la
bulimia letteraria aveva lasciato il posto alla bulimia e basta. Passavo pomeriggi
a mangiare, non certo per noia, ma sapevo che passare del tempo con altre
persone non avrebbe alleviato il dolore che sentivo dentro. Non l’avrebbe
fermato.
La compagnia altrui non è mai consolazione per me, un
peso, piuttosto, una colpa da alleviare. Non sempre, è vero, ma ultimamente il pensiero di
trascorrere del tempo con qualcuno che non sia me stessa, qualcuno che mi
guardi, qualcuno che mi giudichi, mi
dà la nausea.
Di attacchi bulimici veri e propri non ne ho da molto
tempo ormai, grazie al cielo, ma continuo ad abbuffarmi. Di film.
Passo sere chiusa in casa, evitando ogni possibile
contatto sociale a guardare vecchi film. Mi rendo conto di quanto possa
sembrare triste passare un venerdì sera a guardare film muti degli anni Venti (questo per la precisione),
ma è consolatorio questo schermo, quei volti che non mi guardano, quelle storie
che non sono mie, ma di cui posso beneficiare.
Preferisco la loro compagnia, per il momento, perché gli altri mi annoiano – mi annoiano così tanto
che diventa difficile anche solo respirare in loro compagnia.
Mi scuso per lo sproloquio alquanto inutile, ma mi
serviva buttare giù un po’ di parole per giustificare la mia vita sociale
ridotta in condizioni pessime e che promette solo di peggiorare.
Buon sabato sera ragazze, divertitevi, voi.

volevo solo dirti che non sei sola :)
RispondiEliminanon mi abbuffo di film e libri (giusto quando l'apatia va via per un po'), però preferisco trascorrere del tempo (MOLTO tempo) con me stessa piuttosto che con gente di cui non mi importa nulla, e parlare parlare parlare..ma di che? di come è bello il tempo oggi? come va l'università?
ma anche no!
un bacio cara e buon sabato sera di film!
Tesoro grazie per il commento.. Non è che non vi credo, e che fino a che non mi entreranno di nuovo i miei soliti jeans, non vedrò e sentirò ragione.
RispondiEliminaSo anche che si può sempre rimediare, ma io non voglio caderci più :(
Comunque questo non era uno sproloquio inutile, anzi. Ti dirò mi sono ritrovata in molti aspetti. Anche io da bambina leggevo tantissimo, in realtà è stato così fino ai 16/17 anni, poi purtroppo i libri si sono ridotti.
Inoltre come te non mi trovo più per niente a mio agio tra la gente. Ormai sono completamente isolata da tutti, ad eccezione del mio ragazzo.
Ma mi sento sempre fuori luogo quando esco, delle volte mi sento decente, non dico carina, ma appena mi vedo in uno specchio, in una vetrina, o semplicemte appena vedo le altre ragazze, mi viene da scappare a casa....
Ormai sto sempre su internet :(
Scusa per il mio di sproloquio.
Un bacio cara.
ti capisco benissimo mia cara..
RispondiEliminaper me e da 2 anni che ho smesso quasi di leggere per piacere...
adesso aprò un libro e lo richiudo dieci minuti dopo ...
adesso penso solo al cibo
e sto sempre davanti al pc..
penso che mi piacerebbe ritornare a quella di una volta ...
Ti stringo forte mia cara e ricordati i commenti di disprezzo verso le nostrre qualità arrivano sempre da gente più ignorante i noi ^^
Il tuo commento oltraggioso mi ha fatto sinceramente sorridere e di questo ti ringrazio.
RispondiEliminaCercherò soluzioni alterantive, lo prometto.
Io mi sa che ero nelle tue stesse condizioni ma per metà era colpa degli altri, nel senso che io non piacevo, non ero la bambina con cui volevi giocare tutto il pomeriggio nè quella super simpatica che chiamavi per andare a fare un giro in bicicletta. Assolutamente no, ma non me n'è mai fregato poi molto sinceramente.
La poltroncina in biblioteca avave la forma del mio culo, tanto per intenderci C:
E comunque, se mai capiterà l'occasione un giorno, sarei felice di andare al cinema con te a vedere qualche vecchio film. Che poi mi insulteresti probabilmente perchè io quando guardo i film non riesco a stare zitta.
Abbiamo la necessità di essere troppo, credo in qualsiasi campo.
RispondiEliminaAnche per me è lo stesso; se potessi, leggerei ogni ora del giorno, guarderei film ogni minuto, sfoglierei manga ogni secondo e ascolterei tutta la musica che è fin'ora stata suonata nel mentre.
Ho fame, fame di conoscienza, fame di essere di più, fame di essere qualcosa.
Fame astratta che non può e non deve convertirsi in fame reale.
Fame astratta che placa quella reale.
Siamo uguali.
Ti stringo;
elle
Grazie a te per il commento! Sai, anche io ci ho "provato" ad essere vegetariana, con gli insulti di mia madre. Ovviamente nessuno può obbligarmi a mangiare carne e pesce, lo so, non è una scusa, solo che al momento nella mia vita proprio non servono problemi in più. Ci proverò, però. Tra l'altro, pur non essendo ancora e totalmente vegetariana, ADORO i sapori delle proteine vegetali e le mangio sempre. Anche solo la soia, è così buona, come può non piacere? Vabbè, misteri. Almeno tu, da brava, continua a fottertene dei dissensi e a mangiare quel che ti pare. A parte questo, di sicuro la tua fame di libri ha contribuito a renderti la splendida persona che sei oggi, quindi niente di male. E quanto al sabato sera, spesso è molto meglio passarli così che nei soliti modi. Un abbraccio e buona domenica!
RispondiEliminaleggendo la tua storia mi sembra molto di rivedere la mia infanzia e la mia adolescenza... alle scuole medie mi chiamavano leopardi. Ricordo i sabato pomeriggio trascorsi ad imparare a memoria poesie interminabili studiate a scuola, nonostante nessuno mi chiedesse di farlo...bulimica anche io di cultura e di cibo...
RispondiEliminaoggi però la compagnia delle persone giuste, che sono davvero poche è in grado di riempire i vuoti della mia esistenza.. e di farmi sentire a tratti anche sazia.