venerdì 20 aprile 2012

Scelte.


«Ogni volta che fai una scelta, trasformi una parte importante di te, quella che sceglie, in qualcosa di un po’ diverso da quello che era prima.»
C.S.Lewis, Mere Christianity, 1942

Ho fatto una scelta. Ho fatto un sacco di scelte, in realtà, sbagliate, sconvenienti, incredibilmente stupide a volte, ma le ho fatte io. Ho scelto questa strada, questo dolore – per farmi dal male e per stare meglio, e non mi aspetto che qualcuno capisca cosa voglia dire.
Voglio dire che se sono qui, adesso, a scrivere queste cose e a sentirmi orribile per mezza pizza margherita e una birra – cosa che suppongo renda piuttosto felice la maggior parte dei miei coetanei – è colpa mia. Mia, e di nessun altro.
Non ho un passato crudele, un’infanzia terribile alle spalle, genitori incapaci da dimenticare. Io ho avuto tutto quello che ci si aspetta che una persona in perfetto stato di salute mentale e fisica debba avere.
Sulla carta sono una persona felice.
Non mi manca niente, direbbe qualcuno.
Sono io l’errore, sono io la macchia d’inchiostro sulla carta bianca, sono io che ho sbagliato.
Sono io che ho scelto, e ho trasformato una parte di me – una parte che, tranne per voi che leggete, è sconosciuta al resto del mondo – in qualcosa di profondamente infelice e disperato, insoddisfatto e affamato.



8 commenti:

  1. E allora sei tu la soluzione al tuo problema.
    Che poi non so nemmeno a che serva dirlo, perchè lo sai benissimo anche tu.
    Sei magra, pesi quarantasei chili e quella mezza pizza non cambierà la situazione.
    Ti stringo forte;
    elle

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  2. Ora mi prenderai per pazza, ma hai mai pensato di far conoscere questa parte di te ad una persona reale? Intendo qualcuno di cui ti fidi davvero.
    Io ne ho parlato con il mio ragazzo dopo 2 anni, non è la soluzione, ma aiuta.



    Ti sono vicina :*

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    1. Grazie a te per il commento :)
      Se non li trovi gli Shirataki in giro io li compro qui, hanno anche il Tofu.
      http://www.zenmarket.biz/eshop/shirataki-noodles-di-konnyaku-1549.html

      :)

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  3. Ammetti la tua resoponsabilità sulle scelte della tua vita..
    ma conta che ha influenzarci sono soprattutto il mondo circostante.. la società di merda in cui ci ritroviamo..
    ogni persona ha un giudizio e una reazione differente...
    per alcuni un problema familiare può pesare mentre per latri no..
    Se una persona conduce una vita normale non vuol dire che al suo interno non nasconda melma nera ...
    ti stringo forte ... e condivido il consiglio di justmylifediary

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  4. Come dicevano più su: allora sei tu la soluzione al problema.
    Molto spesso è proprio la normalità ad uccidere gli esseri umani, che per sfuggirla se ne inventano di ogni tipo. "Normale" non significa mai "star bene".
    Un bacione,
    B.

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  5. sai, dicono che gli errori ti rendono ciò che sei.. ma ho sempre considerato queste grandi parolone una gran cazzata...
    io non vorrei MAI e poi MAI essere cosi come sono.. ci sto provando, sul serio, ad accettarmi, ma quanto è difficile...
    penso che gli errori che ho fatto nella mia vita (anche se diventare bulimica e binge eater non è che sia stata una scelta) mi abbiano reso una persona peggiore, penso che gli errori mi abbiano reso la persona che non avrei mai voluto essere, quando avevo 10 anni...

    si, gli errori ti rendono ciò che sei, e si, non bisognerebbe mai rimpiangere il passato... ma è difficile farlo.. soprattutto se ci si sente cosi in colpa per tutte le cazzate che abbiamo fatto..

    ti sono vicina..

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  6. sei uno specchio perfetto, anche se preferirei di no...
    anch'io non ho niente di cui lamentarmi, e ho tutte le basi per essere una persona felice. eppure, mi lamento e sono triste. ci sarà pure un motivo... è che a volte non c'è bisogno di subire dolore per soffrire... io sto cercando di convincermi a non sentirmi in colpa per questo, per essermi buttata nel vortice con le mie mani.

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  7. Sai, credo di capirti bene perchè mi trovo nella tua stessa situazione. Se qualche anno fa mi avessero detto che mi sarei ridotta ad aver paura di uscire con amici per non mangiare gli avrei riso in faccia. Invece eccomi qui, con la mia infelicità esistenziale che mi sta divorando la vita e che nessuno conosce tranne voi che mi leggete.
    Ti seguo, piccola meraviglia.
    Con amore,
    Marion.

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