domenica 1 aprile 2012

Che qualcosa accadesse.

Nel fondo della sua anima, Emma aspettava che qualcosa accadesse. Come i marinai in pericolo, volgeva gli occhi disperata sulla solitudine della sua vita e cercava, lontano, una vela bianca tra le brume dell'orizzonte. Non sapeva che cosa l'aspettava, quale vento avrebbe spinto quella vela fino a lei, su quale riva l'avrebbe portata, né sapeva se sarebbe stata una scialuppa o un vascello a tre ponti, carico di angosce o pieno di felicità fino ai bordi. Ma tutte le mattine, svegliandosi, sperava che fosse il giorno buono, ascoltava ogni rumore, si alzava di colpo, si stupiva che non accadesse niente. Al tramonto, sempre più triste, desiderava già di essere al giorno successivo.

Flaubert, Madame Bovary.


Aspetto. Che arrivi il giorno buono. Il giorno senza fame. Il giorno in cui una mela basti a riempire lo stomaco. Il giorno in cui la smetta di sentirmi sola. Il giorno in cui potrò aprirmi con qualcuno. Il giorno senza paura, senza ossessioni, senza paranoie ridicole. Il giorno buono.
Voglio un giorno buono.


3 commenti:

  1. credo che per aver un giorno buon così come lo descrivi tu bisogna impegnarsi per 100 giorni cattivi. so che tu puoi farcela ad ottenerlo
    ti abbraccio

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  2. C'è sempre il sole dopo l'acquazzone, bisogna armarsi d'ombrello ed aspettare che arrivi.
    Un bacione,
    B.

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  3. Siamo un po' tutte Emma qua.
    E sinceramente temo che quando arriverà il mio giorno buono lo ignorerò o forse nemmeno me ne accorgerò, chissà quanti giorni buoni abbiamo già avuto.

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